LA STANZA DELLA NONNA

DOVE GLI OCCHI NON POSSONO ARRIVARE


01 – Dove gli occhi non possono arrivare
02 – Mendico
03 – Hai mai visto gli asini volare?
04 – Anima d’idrogeno
05 – O papà
06 – Torri, cattedrali, strade e cimiteri
07 – Mortell-in

Dove gli occhi non possono arrivare


Avessi soldi in più, io li regalerei.

Non c'è segnale in Tv

Quadratini colorati, quadratini colorati

la macchina del viaggio nel tempo.

Una stella sorride in silenzio.

Alieni in pensione, il tempo sui rami

Dalì coi suoi baffi mi copre.

Il tagliagole è riuscito a tagliarne molte

tranne la sua. Son notti di caccia in cerca di Medusa

attento non la puoi guardare!

Kurt Cobain è ancora lì a giocare.

Dove gli occhi non possono arrivare...

Mendico


Non ho una casa non ho un lavoro

ne un piatto caldo in un'osteria.

Non ho padroni non ho un altare

prego il vento finchè non va via

Perchè io abbia sempre con chi brindare

che bere soli toglie l'allegria, che nostalgia.

 

Il mio cappello vuoto ricorda l'avarizia

i miei quattro stracci la voglia di partire.

Mentre il sole si nasconde sembra non voler spuntare

le nuvole lo coprono, arriva il temporale,

ma tanto anche lui come tutto prima o poi passerà

 

Il mio cane lupo non mi può lasciare

beve le mie lacrime, tanto uguali alle sue

povera bestia ammalata d'amore

essere imperfetto, tanto uguale a me.

 

E di domenica mattina tra i gradini di una chiesa

scruto un po' le facce, le fatture le pellicce

di chi entrando passa svelto e senza

fiatare se ne va, verso un posto in prima fila per la benedizione

Un biglietto assicurato per il treno che va dritto in paradiso

per lasciare l'inferno, l'inferno qua.

Hai mai visto gli asini volare?


Hai mai visto asini Volare?

Pezzi di merda trasformarsi in sale

Piedi dei santi diventare pane

Principi mutare in rane?

Ho un amico andato sulla luna,

un altro a piedi da Ragusa a Cuba

Lo zio Antonio il pescatore di sirene all'equatore

 

Prendo quota è solo fantasia

seguo un'altra scia.

Il mondo è un parco in costruzione, il cielo

non ha più colore

 

Sono stato nello spazio più profondo

Ho visto la fine del mondo

Ho bevuto col più scuro dei pirati ho fatto a

pugni nel girone dei dannati

Ho ululato con i lupi alla luna

inseguendo i miei pensieri alla rinfusa fino a qui.

 

La realtà è solo un'illusione creata ad arte dalle persone

per difendersi, non impazzire, dare un senso alla fine.

Per me ormai nulla è impossibile è reale l'inverosimile

a testa alta resto qui a guardare gli asini volare

 

Sono stato nello spazio più profondo

Ho visto la fine del mondo

Ho bevuto col più scuro dei pirati ho fatto a

pugni nel girone dei dannati

Ho ululato con i lupi alla luna

inseguendo i miei pensieri alla rinfusa fino a qui.

Anima d'idrogeno


Pioggia che scende, acqua che sale

fino a toccare la gola non far respirare.

Sale che prendi, fatta per bere

goccia nemica del fuoco rincuori e togli la sete.

Danza irrequieta senza riposo

sei fango, pioggia, stagno copri ogni cosa.

Dolce risacca doni ristoro

oceano che ulula e urla anneghi distruggi ogni cosa.

 

Somigli all'anima dell'uomo

nel tuo abisso, si ritrova

tra correnti, raffiche di vento

libera respira

come se la vita fosse un lungo viaggio

a remi con motore a nuoto

In balia delle onde

 

Rendi confini orizzonti di sguardi

madre di isole alghe giacchi e coralli.

Specchio del sole culli la notte

rifletti la luna anneghi le stelle

sei fine principio fluisci in eterno

sei vita che tocca la terra sei morte che l'accompagna

 

Assomigli all'anima dell'uomo

che nel tuo abisso, si specchia si ritrova

che tra maree correnti, raffiche di vento

si sente ancora libera e respira.

Come se la vita fosse un lungo viaggio

a remi, a vele con motore o semplicemente a nuoto.

In balia delle onde

O papà


O papà, veni ccà

Picchì non ciati, avi da eri chi cianci, dimmi chi hai.

Passau a notti, scampau u temporali, i toi occhi sculati

su i stissi di mei. Nesci manciti u munnu chi ffora spettunu a tia.

 

O papà, aunni vai? Cu l'occhi n'terra, u ciatu cuttu,

i mani nta testa. A vuci ill'autri non cridiri mai

pigghiunu tuttu poi lassunu i guai. Da ffora si spattunu

u munnu, nguantiti strittu chiddu chi hai.

 

O papà, veni ccà, vadda to matri capiddi janchi,

cu l'occhi ranni. Si pria parrannu i tia, scrincila o pettu

poi vai pa to via. U munnu e troppu ranni,

ti l'ha pigghiari e tuttu pi tia.

Torri, cattedrali, strade e cimiteri


Guarda quante torri, mille orologi, per indicarci.

A che ora tornare, quando andare.

Importante aver fretta, sempre di corsa

Dai fatti una fotografia e scrivi sotto un pensiero!

Templi cattedrali, statue criminali,

uomo sei troppo piccolo solo Dio sa cosa fare.

Tutti con il chiodo fisso del fisso lavorare.

Ma guarda quante religioni!

Non pentirti solo quasi morto.

 

Non c'è niente di peggio di chi ti vuol fare rallentare.

Magari tu stai cercando di fare e ti dicono che fai, non

lo fare, ma che lo fai a fare?!

 

Abbiamo fatto strade per sapere dove andare, perdendo quelle

che avremmo potuto seguire. Quanti cimiteri è proprio li che andremo

a finire, ma io voglio tornare al mare.

E che vi devo dire, la libertà è essenziale, infatti della mia vita

so io che cosa fare!

A voi, lascio le case, i milioni, i dottori!

A voi, lascio ristoranti, alberghi lussuosi, dove io

se non pagate voi non posso andare.

 

Oh mio Dio! Oh mio Dio! Ma come devo fare?

Se da grande non avrò le mie case al mare?

Oh mio Dio! Oh mio Dio! Ma come devo fare?

Se da grande non avrò le mie case al mare?